Lo aveva detto qualche giorno fa anche Giorgio Chiellini sulla questione Superlega, per vedere anche più incontri europei. Il futuro sarà questo? Agnelli ci sta lavorando già da qualche tempo e nessuno lo ha considerato e capito. La Superlega non sarà un male necessario, ma una sorta di salvacalcio per tutti, compresi quelli che non parteciperanno. Dopo che la Corte di Giustizia Europea si esprimerà definitivamente su tale contenzioso,  la Uefa sarà costretta a dare l’ok a questa competizione, a patto che non sparisca la Champions League. Si pensa già ad un accordo tra le parti. Nascerà un’associazione europea differente dalla Uefa, che eliminerà il monopolio di tale governo sportivo e che porterà soldi freschi nelle casse di tante squadre europee. Sarà una governance di provenienza araba che metterà sul piatto il triplo dei soldi di quanto oggi la Uefa assegna per la Champions, con un bonus di presenza che andrà oltre alla vincita finale della squadra campione in Champions League. Chi acquisterà tali partite in esclusiva, i diritti tv saranno triplicati e il tutto sarà suddiviso tra le squadre (e non come adesso dove la Uefa, nella sua gestione assoluta, ha una buona fetta di guadagno anche sui diritti tv). Insomma un vero e proprio tesoretto. Perché non sarà più ad inviti? Si starebbe studiando una formula che accontenti tutti: si rispetteranno le posizioni in classifica nei vari campionati e accederanno in Superlega, le prime 4 posizioni nei quattro maggiori campionati europei, mentre dal quarto posto all’ottavo posto si andrà in Champions League e così via. Le altre 4 squadre che completeranno il tabellone della Superlega (20 squadre in tutto con la formula già annunciata il 17 aprile del 2021)  verranno scelte dai minori campionati (in fase di definizione).  Ma la vera problematica sarà la scelta di ogni squadra se parteciparvi oppure no. Essendo una nuova governance di concorrenza, anche tanti giocatori innalzeranno le loro offerte economiche nei loro contratti, con clausole particolari in caso di accesso o partecipazione alla Superlega. Così potrà accadere che, per scelta economica e per problemi legati ai contratti, una squadra che arrivi prima o seconda in campionato, scelga di non partecipare, per poi scivolare e dare così la possibilità a chi arrivi al quinto posto, di potere entrare in Superlega e così via. Sarà una sorta di scelta quasi forzata, per poi arrivare a questo torneo con le squadre più blasonate, indipendentemente dalla loro posizione in classifica nei vari campionati nazionali, con le varie rinunce delle squadre medio-piccole. Perché rinunciare? Per le medie o piccole società non sarà possibile accedervi inizialmente per una questione economica (non si potranno pagare giocatori che guadagnano 500 mila euro e che con l’accesso in Superlega i contratti dovranno per forza di cose essere almeno raddoppiati). Quale sarà il vantaggio di queste squadre? Che potranno facilmente partecipare sia alla Champions League (situazione che adesso è quasi impossibile che si avveri) sia all’Europa League, guadagnando più soldi e ristabilendo un’equa distribuzione economica anche tra le medie e piccole squadre, ridando ossigeno al calcio in generale. Dopo qualche anno, anche queste piccole squadre, chi avrà tenuto una solidità economica importante, potrà partecipare alla Superlega dopo aver sistemato i conti. E’ questa la strada che si vorrà intraprendere nel giro di qualche anno. Ma per fare ciò è necessario la riduzione delle squadre nei vari campionati nazionali e la distribuzione delle gare europee della Superlega, della Champions ed Europa League nei vari giorni della settimana (ancora in via di definizione).

Sezione: Approfondimenti / Data: Dom 14 novembre 2021 alle 08:30
Autore: Salvo Campana
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