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La Juve si fa rimontare dall'Atletico. Al Wanda Metropolitano finisce 2 a 2

di Stefano Pontoni
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L’avventura in Champions League di Maurizio Sarri da allenatore della Juventus inizia con un pareggio. Quattro gol al Wanda Metropolitano, un punto per il toscano e uno per Diego Simeone: finisce 2-2, con una clamorosa rimonta nel finale dei Colchoneros. Mai domi, ma non è solo questione di spirito: dopo un primo tempo di agonismo e studio, la Juve trova gli spazi per fare male. Cuadrado segna l’1-0 e dà il là all’azione del 2-0, conclusa da Matuidi su cross di Alex Sandro: i ragazzi di Allegri che spingono Sarri. Il buona la prima resta in gola, solo a metà. Perché dopo il doppio vantaggio la Vecchia Signora non si rinchiude, ma l’Atletico si apre in attacco. Affidandosi alle palle inattive: la difesa a zona sarrista non regge all’urto dei bombardieri dell’Atletico. Prima Savic su sponda di Gimenez, poi Herrera: sempre di testa. Un dettaglio in più da curare, a dire poco, per la Juve di Sarri. Che parte in Champions con un pareggio

BERNA RIMANDATO, C’È CUADRADO - Piccola sorpresa alla lettura delle formazioni ufficiali, almeno per chi si aspettava davvero un’occasione per Bernardeschi: Sarri gli preferisce Cuadrado e spedisce in tribuna Rugani per fare spazio a Ramsey e Rabiot in panchina. Confermata per il resto la line-up vista a Firenze. Simeone risponde con l’esclusione di Vitolo per fare spazio a Thomas e Lemar, con Koke e Saul. Davanti c’è Diego Costa, lo spauracchio.

FISCHI CR7, JUVE POSSESSO E TEK - La Juve c’è, inizia con un lancio rugbystico di Bonucci destinato a non avere fortuna, ma poi tiene palla in modo più logico. Quando arriva a Cristiano Ronaldo, per la cronaca, il Wanda rischia di venire giù per i fischi che subissano l’asso portoghese. Le prime occasioni, però, sono biancorosse: al decimo De Ligt sbaglia l’uscita e Joao Felix ha un’autostrada fino a Szczesny. Tiro da fuori e parata. Sugli sviluppi del corner, Gimenez stacca meglio di tutti e manda appena sopra la traversa di testa. 

CHI NON MUORE SI RIVEDE, COLCHONEROS AL DOPPIO - Il modo di stare in campo della Juve ricorda tanto quello delle ultime volte di Allegri: Cuadrado s’abbassa, Matuidi s’allarga e si sgancia, in fase di non possesso è un 4-4-2 quasi puro con Higuain-Ronaldo coppia d’attacco. Non brillano, i bianconeri, per velocità di testa e di piede: la manovra parte lenta e resta tale, l’Atletico ha il tempo di riorganizzarsi e di contropiede ospiti se ne vedono pochi, vanificati anche da alcune scelte rivedibili. L’Atletico, invece, accelera e spinge sulle fasce. Alla mezzora, bene la coppia De Ligt-Bonucci, specie sulle palle alte dove entrambi svettano. 

PJANIC REGALA UN BRIVIDO, POI TANTA TATTICA - Una piccola scossa ai (pochi) suoi tifosi la Juve lo regala al 35’ con Pjanic: botta da fuori, Gimenez devia e quasi beffa Oblak. La palla per fortuna dell’Atletico finisce di poco alta sulla traversa. La prima frazione di gioco scivola da qui in poi su uno spartito che ha tanto di tattico e poco di altro: Juve e Atletico si annullano a vicenda, servirebbe una mossa fuori dalle righe per cambiare lo 0-0 su cui invece finisce il primo tempo. 

PRONTI VIA, CUADRADO GOL. ATTIMI DI SARRIBALL - Nel secondo tempo la musica cambia nel giro di pochi minuti dal rientro in campo delle squadre. Tre giri d’orologio e Bonucci s’inventa un lancio perfetto per la corsa di Higuain, sganciatosi a sinistra. Il Pipita, zero palloni toccati nei primi 45 minuti, s’invola e aspetta l’arrivo di Cuadrado sul fronte opposto. Scarico rasoterra sul secondo palo, doppio passo a mettere a sedere Lodi e sinistro violento nel sette alle spalle di Oblak. 

REAZIONE ATLETI, RADDOPPIO MATUIDI -I padroni di casa non ci stanno, e il gol subito dà vita al tentativo immediato da parte dei ragazzi di Simeone di ristabilire la parità sul tabellone del Wanda. L’occasione principale ancora per Gimenez, nettamente il più pericoloso dei suoi: super azione tra Koke e Trippier, scarico in mezzo per l’uruguaiano la cui mira è imprecisa. Ci pensa Matuidi, però, a spegnere le velleità della squadra madrilena: Cuadrado torna a prendere una palla di nessuno e allarga a sinistra su Ronaldo. Scarico per la corsa di Alex Sandro, cross morbido sul secondo palo dove il francese si fa trovare pronto e di testa supera Oblak. 

SAVIC ACCORCIA LE DISTANZE - Ancora la furia dell’Atletico dopo un gol della Juve. Stavolta la squadra di Simeone va a segno: come già successo un anno fa, con due difensori protagonisti, anche se Godin non c’è più. Punizione dalla trequarti, ancora Gimenez svetta su Danilo e Bentancur perde Savic. Szczesny può poco, il colpo del sudamericano s’infila in porta. 2-1 al Wanda Metropolitano, con 20 minuti da giocare. 

ECCO DYBALA. PERICOLO ATLETICO- Con scampoli di gara ancora da giocare, tocca a Paulo Dybala. L’argentino entra e tenta un bello slalom, chiuso con lo scarico centrale: messaggi a Sarri, la Joya c’è. Poi però inizia il forcing finale dei padroni di casa, che chiedono anche un rigore per il tocco di mano di Bonucci in area. Braccio attaccato al corpo su una respinta ravvicinata da De Ligt, l’arbitro non concede e anzi ammonisce Diego Costa. Il finale pende dalla parte biancorossa.

HERRERA IN ZONA CESARINI - Le palle inattive restano il tallone d’Achille della Juve di Sarri. Fino all’ultimo minuto. Quello in cui su calcio d’angolo Herrera parte da casa sua, sale in cielo tra Matuidi e De Ligt, colpisce di testa e batte Szczesny. È 2-2, il Wanda Metropolitano diventa una bolgia che nei cinque minuti di recupero spinge la squadra alla ricerca del gol vittoria. Non arriva, e anzi l'ultimo brivido arriva sul destro di CR7, che manca di poco il bersaglio. E chiede ai tifosi avversari se hanno paura. 


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