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Atalanta nella storia: vince 0-3 a Kharkiv ed è agli ottavi di Champions

di Redazione Eurochampions
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Kolossal girato da Gasperini e i suo uomini, che demoliscono nel secondo tempo lo Shakhtar Donetsk. Castagne, Pasalic e Gosens firmano la storia. Atalanta agli ottavi

LE FORMAZIONI - L'Atalanta non ha novità nell'undici titolare, con la formazione oramai ampiamente preventivata, con Masiello che sostituisce Kjaer - nemmeno convocato - mentre Castagne vince il ballottaggio con Hateboer sulla fascia destra. Davanti c'è Muriel, unica punta, supportato da Pasalic e Gomez. Niente partita per Malinovskyi, ex di serata. Dall'altra parte lo Shakhtar è quello della vigilia, con Tete che batte la concorrenza di Marlos sull'out di destra, nel 4-2-3-1 disegnato da Luis Castro.

POSSESSO ATALANTA - I nerazzurri partono bene, più come Manchester che come Zagabria, tanto da rinchiudere lo Shakhtar nella propria metà campo. Lo stadio prova a urlare quando gli arancioneri hanno possesso, ma capita di rado. Ismaily al quinto minuto cerca - e quasi combina - il pasticcio, giocando un pallone arretrato su cui si piomba Gomez. L'argentino non riesce a girarlo in porta, servendo Muriel che, con un eccesso di generosità, prova a pescare Pasalic con la porta vuota. Il diagonale del croato però viene fermato da Pyatov sulla riga. L'Atalanta trova spesso il bandolo della matassa, soprattutto con gli errori di palleggio degli ucraini, ma è Kovalenko a trovare la rete per primo: l'azione viene fermata a causa di un fuorigioco di Tete, ma è il campanello d'allarme per una squadra che non può addormentarsi.

MONTA LO SHAKHTAR - Con l'andare dei minuti però gli ucraini riescono ad adattarsi al modulo di gioco nerazzurro, nell'uno contro uno costante, cercando dei dialoghi rapidi e dei contropiedi ficcanti, dietro i difensori avversari. Succede che sia Gollini a salvare il risultato, con una moderna rivisitazione della parata di Buffon su Zidane nella finale di Germania 2006. Parata infinitamente meno importante, ma Junior Moraes deve soffocare l'urlo del gol. Passato il momento greve, Muriel prova in un paio di circostanze a calciare verso Pyatov, sempre centralmente.

RISCHIO DOPPIO GIALLO - La seconda frazione si apre con un'Atalanta che prova a trovare il gol qualificazione, ma il brivido più grosso è per un intervento di Muriel potenzialmente da espulsione per somma di ammonizioni. Se la prima era discutibile, l'arbitro decide di pareggiare la situazione e non affossare i nerazzurri. All'ora di gioco Gasp inserisce Malinovskiy, salutato da un'ovazione del Metalist Stadium, poiché ex della partita.

SOPRA A 20 DALLA FINE - Le trame atalantine però falliscono sempre di pochissimo, vuoi per un passaggio sbagliato oppure per uno stop difettoso. Tranne al ventunesimo, quando Muriel trova Gomez sul filo del fuorigioco: il passaggio trova Castagne in mezzo all'area che, da pochi passi, gela Pyatov. Il guardalinee alza la bandierina, il Var revisiona e concede l'1-0 per i nerazzurri, con uno Stadio Metalist gelato. Gasperini toglie Muriel, dopo avere inserito Malinovskyi poco prima per Masiello, mettendo dentro un esordiente assoluto come Ibanez che, al primo pallone, rischia la pazzia.

SHAKHTAR IN DIECI E DOPPIA MANDATA- Pazzia che però corre nella mente di Dodò che, già ammonito e a quindici dal termine, rifila un colpo proibito a Freuler. Non c'è secondo giallo, bensì rosso diretto, con l'Atalanta in undici contro dieci per l'ultimo sprazzo di partita. Per non sapere né leggere né scrivere, però, Malinovskyi ci mette il suo zampino: punizione guadagnata da Gomez e centrata perfettamente, Pasalic anticipa tutti sul primo palo e devia in rete, con Pyatov fermissimo. È il punto esclamativo di una gara straordinaria del croato.

CAPPOTTO - Pasalic va vicino al terzo gol, Malinovskyi anche, ma al termine dei cinque di recupero è Gosens, dopo un paio di rimpalli, a spedire in rete con la spaccata. Zero a tre, ottavi di finale, impossibile pensare una serata così dopo le prime tre gare. La radiolina da Zagabria dice Dinamo 1, City 4: un grazie a Guardiola, per una serata di storia.

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