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Ad Anfield finisce 1-1: tutto rimandato, ma è la notte che serviva al Napoli

di Stefano Pontoni
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Tutto rimandato all’ultima giornata, ma il Napoli sforna la prestazione che serviva. Per uscire da un momento complicato, rispondere alle critiche, anche difendere Carlo Ancelotti. A Liverpool finisce 1-1, coi Reds che nel secondo tempo trovano il pareggio grazie alla rete di Dejan Lovren, dopo la prima frazione di gara chiusa sull’1-0 in favore degli ospiti, a firma Dries Mertens. Risultato a parte, è la reazione che serviva? Sì, perché il Napoli è stato compatto e unito come lo stesso Ancelotti ha detto, evidentemente in riferimento ad altre situazioni. Ha trovato il vantaggio e ha saputo soffrire: quasi un’ora di pura apnea, contrastando metro dopo metro questi avversari rossi che scambiano, sgasano e mettono paura fino all’ultimo. Non sarà la notte magica ma, nel giorno delle raccomandate, è la notte di cui il Napoli aveva bisogno. Anche riscoprendo, Callejon a parte, i suoi senatori.

CALLEJON OUT, UNA SORPRESA ANCHE NEI REDS - Ancelotti stupisce e manda in panchina José Callejon: prima volta in Champions da quando lo spagnolo è a Napoli. Gli azzurri vanno in campo con un 4-4-2 che vede Di Lorenzo e Zielinski come esterni, con ampie concessioni al 3-5-2. Nel Liverpool, Klopp tiene a riposo Alexander-Arnold (Joe Gomez terzino destro) con Milner e Fabinho in mediana assieme a Henderson. Torna Salah dal 1’.

QUALCHE SOFFERENZA IN AVVIO - Spinta dalla Kop, la squadra di casa parte forte e conquista subito un corner. Soprattutto Mario Rui a sinistra inizia con qualche difficoltà, ma di grossi pericoli dalle parti di Meret non ne arrivano. Salah, comunque, è in forma e si vede. Al quarto d’ora il Liverpool perde un pezzo: Fabinho si fa male alla caviglia sinistra, entra Wijnaldum al suo posto.

MERTENS GELA ANFIELD - Il belga non fa tutto, ma quasi. Difende palla in un contrasto aereo con Van Dijk (avete letto bene) e scarica indietro. Poi scatta in avanti. Di Lorenzo lo serve in corsa, il marcatore non c’è e Lozano sarebbe libero in mezzo all’area. Ma Ciro vede solo la porta. E anche benissimo: destro a incrociare, Alisson battuto, Anfield freddato. Anche dopo un paio di minuti d’attesa: il VAR dapprima verifica l’eventuale ponte del belga ai danni del super centrale dei Reds, poi la possibile posizione di fuorigioco. Tutto buono, tutto regolare. Tutto vero: al 21’ il Napoli è avanti 1-0 a Liverpool.

ASSEDIO LIVERPOOL, IL NAPOLI REGGE - I campioni d’Europa, dopo qualche minuto di sbandamento (che il Napoli non capitalizza, anche per qualche movimento rivedibile di Lozano), riprendono il filo del discorso. E mettono a ferro e fuoco l’area di Meret & Co, soprattutto negli ultimi dieci minuti del primo tempo (recupero incluso). Con tanta compattezza, e qualche intervento salvifico (Koulibaly sembra tornato K2, Allan è ovunque) gli ospiti difendono il risultato. Anche tra i fischi i Anfield, che reclama un rigore (giusta la valutazione del direttore di gara, contatto minimo tra Di Lorenzo e Mané), e le proteste di Klopp, che viene ammonito. Al 45’ il fortino azzurro regge, e anche il vantaggio tiene: 1-0 per gli ospiti.

FORCING ROSSO. MERET A FARFALLE; SALVA KOU - Il secondo tempo inizia come si era concluso il primo. Col Liverpool in attacco, in maniera asfissiante per la difesa del Napoli, che qualche scricchiolio inizia a offrire. Una brutta uscita di Meret rischia di costare caro, ma sulla botta a colpo sicuro di Firmino interviene Koulibaly, provvidenziale sulla linea. Il gol, comunque, è nell’aria da troppo tempo perché non arrivi.

LOVREN SVETTA SU MERTENS, È 1-1 - Mica può vincerli tutti, i contrasti aerei coi giganti di Klopp. Poco dopo l’ora di gioco, il Liverpool ha l’ennesimo calcio d’angolo da poter capitalizzare. Stavolta lo fa, perché il gigante croato si trova di fronte il piccolo belga e gli sale sulle spalle: zuccata impossible da prendere per Meret. I giocatori azzurri protestano per un eventuale fallo di Lovren, ma il VAR conferma la regolarità dell’azione del difensore.

ANCELOTTI CORRE AI RIMEDI - Invocato dai tifosi del Napoli presenti ad Anfield, Llorente entra in campo per alzare il baricentro di una squadra che vive l’intera in apnea, rinserrata nella propria metà campo, alla caccia di quei due o tre palloni sporchi che proprio un giocatore come il Re Leone iberico può aiutare a valorizzare. Funziona il giusto, anche perché Klopp risponde per le rime, sbilanciando ulteriormente la sua squadra alla ricerca di un gol che varrebbe la vittoria e il passaggio agli ottavi di finale. E che non arriva, nonostante l’assedio duri davvero fino all’ultimo secondo.

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